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Autore: Gullotti

I Carretti Siciliani patrimonio dell’Unesco?

I Carretti Siciliani patrimonio dell’Unesco?

In Contrada Cantera a Bronte fra l’Etna e i Nebrodi a due passi dal fiume Simeto e dal Castello di Nelson fondato nel XII secolo dalla regina Margherita di Navarra, c’è uno straordinario museo privato ma visitabile da chiunque. Raccoglie una serie di magnifici carretti siciliani restaurati con attenzione e dedizione dalla famiglia Gullotti, proprietaria del museo, che da padre in figlio si tramanda una grande passione per le tradizioni siciliane.

alfredogullottiPartendo dal capostipite Don Carmelo Gullotti (carrettiere di professione), al figlio Pippo, ai nipoti, la famiglia Gullotti cura da più di sessant’anni questa preziosa collezione, mettendo a disposizione esperienza e conoscenza di tutte le tecniche, aneddoti, usi e costumi, riguardanti l’arte del carretto siciliano.

Il museo comprende, oltre ai carretti siciliani, carrozze e calessi, una notevole quantità di opere (oltre 300 pezzi) tra sponde, “casci i fusu”, ruote, ornamenti dei cavalli, pennacchi, giare… tutto facente parte del tradizionale folklore siciliano e del mondo del carretto siciliano e dei sui carrettieri.

Abbiamo incontrato a Roccella Valdemone (antico paesino del messinese dov’è stata allestita una mostra nella chiesetta sconsacrata di San Michele) Alfredo Gullotti, nipote di Don Carmelo, un trentenne appassionato direttore del museo brontese fiero di aver “prestato” i suoi carretti anche a Franco Zeffirelli quando girò in Sicilia “Storia di una capinera” tratto dal romanzo di Verga.

L’UNESCO ha dichiarato il Teatro dell’Opera dei Pupi “Capolavoro e patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità”. Ci sono proposte da parte vostra e possibilità anche per i carretti siciliani?
Il Museo del Carretto Siciliano “Gullotti” sta preparando una relazione per inserire il carretto siciliano nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, passaggio fondamentale per la candidatura del Carretto Siciliano come patrimonio dell’Unesco. Un’opera che racchiude un bagaglio culturale non indifferente, come il mondo dei carrettieri di Sicilia, e il lavoro di ben quattro maestranze, come il carradore (colui che dà le misure e assembla in carretto) il fabbro, lo scultore del legno e il pittore, può far parte a pieno titolo del patrimonio dell’Unesco.

Quali sono le vicende più rappresentate nei dipinti e nelle sculture dei carretti?
Quelle di Orlando Furioso, dei Paladini di Francia e della Cavalleria Rusticana di Verga. Ma anche la storia del bandito Giuliano, lo sbarco di Garibaldi in Sicilia, il viaggio di Cristoforo Colombo, scene della mitologia greca e romana, opere liriche come Andrea Chenier, Otello, immagini dei santi, e molto altro ancora.

Esistono delle differenze tra i carretti in base alla zona della Sicilia dalla quale provengono?
Certamente. Vi è la tipologia orientale della Sicilia con delle piccole differenze tra il Carretto alla Catanese e quello Ragusano. Poi vi è quello della Sicilia Occidentale. Anche questo con delle piccole differenze tra quello di scuola palermitana e quello di Castelvetrano. Altro modello quello di scuola trapanese. Differenze che non vanno a intaccare un fattore comune: il gusto dell’utilizzo, in tutta la Sicilia, dell’arte su un mezzo da lavoro. Io i carretti li chiamo “Arte in movimento”.

Sono in vendita?
I nostri no.

In Sicilia o altrove ci sono ancora artigiani che li fabbricano?
Qualcuno nella provincia di Palermo. L’unico di scuola catanese è il maestro Alfio Pulvirenti di Belpasso in provincia di Catania.

Sono solo dei cimeli o qualcuno li usa ancora come mezzo di trasporto?
Ormai non c’è più bisogno del carretto, sostituito dalle prime moto Ape poi dai furgoni e altri autocarri. Vengono usati ancora fortunatamente per mostre e sfilate. Una delle sfilate storiche è in onore dei tre fratelli santi Alfio, Cirino e Filadelfio nella cittadina di Trecastagni nel Catanese il 10 di maggio di ogni anno.

Com’è nata l’idea di allestire una mostra a Roccella Valdemone?
A Roccella è nata finalmente la Pro Loco. Iscritta già all’Albo Regionale delle Pro Loco. E’ presieduta da Tindaro Puglisi e composta da oltre quaranta soci, e ha voluto subito promuovere e valorizzare il proprio territorio con una mostra di Carretti Siciliani, simbolo indiscusso della nostra Sicilia, in occasione della festa della Madonna dell’Udienza.

Organizzate molte esposizioni in giro per il mondo?
Siamo stati invitati ovunque. Da Parigi a Mosca, da Madrid a Monaco di Baviera, a Vienna… ma il nostro obbiettivo è quello di valorizzare il carretto nel mondo partendo dalla sua terra natia: la Sicilia.

 

 Articolo di Giampiero Cicciò pubblicato su l’eco del Sud il 23 agosto2015